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Prendersi cura di un familiare con disabilità è una sfida continua al tempo, l’equilibrio e le scelte che si intrecciano con la vita quotidiana e lavorativa. 

Per molti, la giornata non finisce varcata la soglia del posto di lavoro; al contrario, inizia un secondo tempo, forse ancor più pressante del primo, nel quale si svestono i panni del lavoratore e si indossano quelli del caregiver che, per definizione, deve essere presente al fianco della persona bisognosa.

Le esigenze sono tante: lo sono quelle delle persone normo dotate, figuriamoci quelle di un portatore di handicap. E oltre ad essere tante, non si concentrano solo in quella parte finale di giornata, o in quelle ore specifiche, che riusciamo a dedicare loro. 

Servirebbe più tempo; delle volte anche solo qualche ora in più: una mattina libera per accompagnare un figlio a una visita o una sorella al parco per qualche ora a prendere una boccata d’aria. 

Ci sono quindi delle necessità e dei doveri a cui far fede nel corso delle giornate delle persone di cui ci prendiamo cura. Ma come si fa ad affrontare questo senza rinunciare alla propria stabilità lavorativa ed economica?

L’articolo 33 della Legge 104/92 rappresenta in questo senso un’ancora di salvezza che ti permette di respirare, garantendoti 3 giorni di permesso retribuito al mese. Ma tra burocrazia INPS e timore di parlarne col datore di lavoro, la paura di sbagliare è tanta.

In questa guida ti spiego esattamente chi ne ha diritto, come si calcolano e come richiederli senza errori.

Cosa sono i permessi retribuiti (e quanto ti spetta davvero)

Si tratta di ore di permesso, cumulabili ogni mese fino a 3 giorni lavorativi, che possono essere utilizzate da un lavoratore dipendente con disabilità o da lavoratori dipendenti che devono assistere una persona con handicap grave, riconosciuto dall’articolo 3 comma 3 della legge 104

Nel caso dei caregiver, le ore di permesso retribuito mensile a disposizione variano in base alle ore di lavoro, e vengono quindi proporzionate in caso di lavoro part-time attraverso un calcolo delle ore di permesso retribuito spettanti

Viene così riconosciuto anche il valore del lavoro di cura, permettendo ai dipendenti del settore pubblico e privato di assentarsi dal lavoro senza perdere la propria retribuzione; è una tutela che vale in primis per il lavoratore con handicap e poi anche per i caregiver. 

⚠️ Lavori Part-Time? Attenzione al ricalcolo. Se il tuo orario è ridotto (verticale o orizzontale), i 3 giorni non sono sempre pieni. Il calcolo dell’INPS è complesso e sbagliare significa vedersi decurtare lo stipendio.

Come vengono retribuiti i permessi 104

Secondo il comma 4 dell’articolo 33 della legge 104, vanno applicate ai permessi le disposizioni contenute all’interno degli articoli 43 e 44 del decreto legislativo 151/2001 che offre disposizioni a tutela e sostegno della maternità e della paternità. 

Questi articoli specificano che il permesso ha un’indennità pari all’importo dello stipendio che il lavoratore avrebbe percepito se avesse lavorato durante quel periodo (art.43)

“Per i riposi e i permessi di cui al presente Capo è dovuta un’indennità, a carico dell’ente assicuratore, pari all’intero ammontare della retribuzione relativa ai riposi e ai permessi medesimi. L’indennità è anticipata dal datore di lavoro ed è portata a conguaglio con gli apporti contributivi dovuti all’ente assicuratore.”

e che gli stessi permessi sono coperti da contributi figurativi (art.44), riconosciuti al lavoratore per il calcolo della pensione anche per i periodi in cui l’attività lavorativa viene sospesa o è ridotta perché la legge ha previsto una tutela previdenziale (art.44). 

“I tre giorni di permesso mensile di cui all’articolo 42, commi 2 e 3, sono coperti da contribuzione figurativa”

Chi può chiederli (Le nuove regole sui referenti)

Il diritto a richiedere i permessi retribuiti 104 per assistere la persona bisognosa spetta a genitori, coniugi o conviventi (che si tratti di unione civile o coppia di fatto), figli, fratelli e sorelle o parenti fino al secondo grado di parentela. Nel caso in cui coniugi o genitori abbiano superato i 65 anni di età, siano affetti da qualche patologia invalidante oppure siano venuti a mancare. 

Nel corso degli anni la legislatura ha attuato alcuni cambiamenti ed ha reso più facile l’accesso ai permessi 104: ad esempio, a differenza del congedo straordinario, ha abolito la figura del referente unico dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo 105 del 2022, riconoscendo a più persone tra quelle elencate sopra il diritto di fare domanda per richiedere il permesso retribuito come caregiver.

Come fare domanda (senza impazzire)

Per ottenere i permessi non basta “dirlo al capo”. Serve una doppia procedura:

  1. Domanda telematica all’INPS.
  2. Comunicazione scritta al Datore di Lavoro.

Molti caregiver si bloccano sul secondo punto: Cosa scrivo nella lettera? Come glielo dico?

Domande frequenti e Casi particolari

Più caregiver per una singola persona con disabilità grave

Ci sono comunque delle limitazioni ai permessi. Ad esempio, la somma dei permessi presi dai soggetti che ne hanno diritto non deve sforare il limite complessivo dei tre giorni di assistenza disponibili per una persona con disabilità.

Aiutiamo a capire con un esempio concreto. 

Chiara e Marco sono genitori di Giulia, una bambina di 8 anni con disabilità grave riconosciuta. Sia Chiara che Marco sono lavoratori dipendenti e hanno diritto ai permessi retribuiti Legge 104 (3 giorni al mese). Nel mese di luglio Giulia deve affrontare una serie di visite mediche e per questo Chiara prende 2 giorni di permesso 104, il 13 e 14 luglio, per accompagnare Giulia alla prima visita e passare il giorno successivo insieme a lei. In quei due giorni Marco non potrà ottenere permessi retribuiti per stare con Giulia. Potrà chiederli e ottenerli in tutti gli altri giorni, tranne il 13 e 14 luglio.

Un solo caregiver per più persone con disabilità grave

La legge prevede anche in questo caso la possibilità per un singolo soggetto che ne ha diritto di richiedere permessi retribuiti per assistere più di una persona riconosciuta con disabilità grave. I giorni di permesso disponibili per il caregiver rimangono sempre 3 però, da distribuire eventualmente su tutte le persone che intende assistere. 

Inoltre, le domande di richiesta all’INPS da parte del caregiver devono essere pari al numero delle persone che intende assistere (2 persone assistite, 2 domande INPS di permesso).

Anche in questo caso forniamo un esempio per spiegare la situazione:

Chiara è una lavoratrice dipendente che ha intenzione di assistere sia la madre disabile sia la cugina Giulia, anche lei portatrice di handicap grave riconosciuto e rimasta senza genitori. Chiara dovrà inoltrare all’INPS due distinte domande per usufruire dei permessi retribuiti 104, ma avrà a disposizione 3 giorni lavorativi totali da alternare nell’assistenza alla madre e alla cugina. Ad agosto, ad esempio, potrà dedicare due giorni ad assistere in permesso la madre e un solo giorno ad assistere la cugina Giulia.  

IMPORTANTE: Nello stesso mese possono fruire dei permessi legge 104 sia i familiari che prestano assistenza, sia lo stesso lavoratore disabile grave per sé stesso (articolo 33 comma 6 legge 104).

Permessi retribuiti 104 per i genitori richiedenti

La legge tutela ulteriormente il ruolo del genitore di figli minori nell’utilizzo dei permessi retribuiti. Nello specifico, se il figlio con disabilità grave ha un’età inferiore ai 3 anni, i genitori possono usufruire di 3 giorni di permesso al mese + 2 ore di permesso al giorno. 

Nel caso in cui, invece, la disabilità grave sia riconosciuta ad un figlio in età compresa tra  3 e 12 anni (o in caso di adozione entro i 12 anni) il genitore ha diritto a 3 giorni di permesso frazionabili anche in ore. 

La distanza dalla persona assistita

Se la persona con disabilità grave accertata tramite comma 3 articolo 3 della legge 104 abita a più di 150 chilometri di distanza dal caregiver che usufruisce del permesso, sarà necessario esibire o allegare alle richieste un documento di viaggio valido che attesti che si è effettivamente andati ad assistere la persona bisognosa.