Quando si parla di contributi figurativi legati all’invalidità che un lavoratore detiene o raggiunge a seguito magari di un incidente, il primo aspetto da tenere in considerazione è la percentuale di invalidità civile, perché rappresenta la soglia di sbarramento per accedere o meno alla possibilità di maturare i contributi figurativi.
Non tutte le percentuali di invalidità, infatti, danno diritto alle agevolazioni contributive sotto forma di contributi figurativi: se l’invalidità riconosciuta è pari o superiore al 75% il lavoratore con disabilità avrà il diritto di usufruire di contributi figurativi ai fini della pensione.
Contributi figurativi invalidità 75 %: come funziona la maggiorazione
Per i lavoratori con invalidità civile pari o superiore al 75%, la normativa prevede che per ogni anno lavorato si maturino 2 mesi di contributi figurativi, per un massimo di 5 anni.
Facciamo un esempio pratico:
Se un lavoratore con invalidità civile riconosciuta da INAIL al 77% lavora 5 anni, pagherà i contributi per 60 mesi (12 mesi x 5 anni). Rientrando nella percentuale, il lavoratore in questione avrà maturato nello stesso periodo 70 mesi di contributi (60 + 10).
Questo significa che, nel tempo, il lavoratore accumula più contributi rispetto a quelli effettivamente versati.
Questa differenza può sembrare contenuta, ma diventa rilevante quando si avvicinano i requisiti per la pensione, soprattutto in caso di pensione anticipata.
Contributi figurativi invalidità 80 e altre percentuali
Una domanda frequente riguarda le differenze tra le varie percentuali.
- Con invalidità al 75% o superiore (anche 80%), la maggiorazione è la stessa
- Con invalidità al 70%, la maggiorazione non è prevista
Questo chiarisce un punto fondamentale: il sistema non è progressivo rispetto alla percentuale, ma funziona per soglie.
Ricordiamo sempre che i lavoratori con un’invalidità superiore all’80% hanno diritto alla pensione anticipata di invalidità, sempre dopo aver versato 20 anni di contributi.
A queste condizioni è possibile anticipare il pensionamento a 61 anni per gli uomini e a 56 per le donne.
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Contributi figurativi e pensione: cosa cambia davvero
Nel rapporto tra contributi figurativi e percentuale di invalidità, è importante distinguere tra due aspetti:
- diritto alla pensione
- importo della pensione
I contributi figurativi nei casi di invalidità al 75% o superiore vanno a incidere ai fini pensionistici solo sul conteggio degli anni di contributi versati, non sull’età pensionabile.
Ad esempio, i requisiti per ottenere il diritto alla pensione di vecchiaia in Italia nel 2026 sono:
- 67 anni di età
- almeno 20 anni di contributi versati
Nel caso di un lavoratore con invalidità riconosciuta al 75% i contributi figurativi che ha maturato lo aiuteranno a raggiungere il limite dei 20 anni di contributi versati, ma non potranno permettergli di andare in pensione a un’età inferiore a 67 anni.
In sostanza, i contributi figurativi potranno entrare in gioco agevolando l’entrata in pensione del lavoratore solo dopo che questi avrà compiuto 67 anni.
La maturazione dei contributi figurativi per invalidi al 75% o più non ha invece un impatto significativo sull’importo nel sistema contributivo in atto dal 1996, dove la pensione dipende principalmente dai versamenti effettivi.
Può incidere sull’importo solo nei casi di sistema misto (retributivo + contributivo) per contributi versati da prima della nuova riforma del sistema pensionistico del 1996.
Perché questa agevolazione è importante
I contributi figurativi legati all’invalidità al 75% rappresentano uno strumento concreto per compensare una carriera lavorativa spesso discontinua.
Permettono di ridurre il rischio di non raggiungere i requisiti contributivi e offrono una tutela previdenziale più solida, soprattutto nei percorsi lavorativi più fragili.
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