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Quando una persona sottoposta ad amministrazione di sostegno o un minore eredita un bene, l’eredità, se accettata, può essere acquisita attraverso la modalità del beneficio di inventario.

Cosa significa, in sostanza, ereditare un bene con beneficio di inventario?

Significa che il patrimonio della persona defunta e quello della persona che eredita rimangono distinti. Se vogliamo entrare un po’ più nello specifico: la persona che eredita risponderà della situazione ereditata, in termini di debiti, solo entro il valore dell’eredità ricevuta.

In sostanza, se il debito del defunto era pari a 400 e il beneficiario eredita beni per un valore di 250, i creditori potranno rivalersi esclusivamente sui 250 ereditati. In questo modo, il beneficiario non dovrà impiegare nemmeno 1 euro del proprio patrimonio personale.

Possiamo quindi affermare che questa modalità è l’unica che consente di ereditare nel caso di beneficiari sottoposti ad amministrazione di sostegno o minori.

I primi passaggi per l’accettazione eredità con beneficio di inventario

Per procedere correttamente con l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario, è necessario seguire alcuni passaggi fondamentali:

  • Capire se sia opportuno accettare o rifiutare l’eredità
  • Richiedere al Giudice Tutelare l’autorizzazione per rifiutare o accettare l’eredità con beneficio di inventario
  • Dichiarare formalmente l’accettazione

Perché è necessario richiedere al Giudice Tutelare il permesso di accedere all’eredità?

Perché questa operazione rientra tra i casi inclusi nell’elenco degli atti di straordinaria amministrazione a favore di minori o persone sottoposte ad amministrazione di sostegno.

Si tratta di operazioni finalizzate a tutelare l’interessato attraverso l’intervento di un giudice, che valuta la bontà dell’operazione prima di concedere il proprio consenso.

Gli atti di straordinaria amministrazione riguardano generalmente iniziative di natura patrimoniale (riscuotere immobili, conti correnti, liquidazioni, passaggi di proprietà, incassare polizze assicurative, prelevare somme di denaro intestate al minore, acquistare o vendere immobili…).

Una volta ottenuto l’ok del giudice tutelare, è possibile procedere con la dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario per conto di un minore o di una persona sottoposta ad amministrazione di sostegno.

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Come fare l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario

L’atto principale dell’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario (e, potremmo dire, dell’accettazione dell’eredità in generale) è la dichiarazione con cui il beneficiario, davanti a un notaio oppure presso la Cancelleria del Tribunale nel luogo in cui si è aperta la successione, dichiara di accettare l’eredità con beneficio di inventario.

Finisce tutto qui?

No. Dopo che la dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario è stata depositata dal Cancelliere del tribunale o dal notaio, viene prima iscritta nel registro delle successioni e successivamente deve essere trascritta, entro un mese, presso la Conservatoria dei registri immobiliari.

Questi passaggi sono solitamente a carico della Cancelleria del Tribunale del luogo in cui è stata aperta la successione e non comportano azioni dirette da parte del genitore o dell’amministratore di sostegno.

NOTA BENE: LE PROCEDURE POTREBBERO VARIARE IN ALCUNI PASSAGGI A SECONDA DEL TRIBUNALE DI APPARTENENZA. VERIFICARE SEMPRE SUL SITO DEL TRIBUNALE DESIGNATO O PRESSO LO SPAZIO TUTELE DEL TRIBUNALE STESSO.

Perché questi passaggi sono importanti nella procedura accettazione eredità con beneficio di inventario

La dichiarazione di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario è l’atto formale con cui l’erede manifesta la propria volontà di accettare limitando la responsabilità ai debiti ereditari e viene inserita nel Registro delle Successioni del Tribunale per darle validità giuridica.

La trascrizione presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari è invece un passaggio successivo e distinto, che serve a rendere quell’accettazione opponibile ai terzi, in particolare quando nell’eredità sono presenti immobili: attraverso la trascrizione, infatti, il passaggio dei beni dal defunto all’erede diventa pubblico e giuridicamente efficace anche verso soggetti esterni, garantendo sicurezza nelle operazioni future sui beni ereditati.

In sostanza, lo scopo della trascrizione è quello di tenere informati i creditori su chi sia ora proprietario dei beni, consentendo loro di tutelare i propri interessi.



Inventario eredità: termini e modalità per redigerlo

Infine, dopo che la dichiarazione è stata fatta, resa giuridicamente valida e resa pubblica, bisogna definire con precisione il contenuto dell’eredità, sia dal lato attivo (beni), sia dal lato passivo (debiti).

Per questo, entro tre mesi dalla dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario, il notaio o la Cancelleria del tribunale di competenza deve redigere l’inventario dei beni.

Non è obbligatorio farlo redigere dopo la dichiarazione di accettazione; può anche essere preparato prima.

Attenzione però: Se l’inventario viene redatto prima della dichiarazione, nel registro di Successione deve essere indicata anche la data in cui è stato effettuato.

Se invece l’inventario è redatto successivamente alla dichiarazione, l’ufficiale pubblico che lo ha formato deve provvedere, entro un mese, a far annotare nel registro la data in cui è stato compiuto.

A questo punto, potremmo dire, che la fase di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario per minori o persone sotto tutela di un amministratore di sostegno è conclusa.

Perché bisogna fare l’inventario dei beni e quali funzioni fondamentali svolge

Redigere l’inventario dei beni entro i termini stabiliti dalla legge permette al minore o alla persona sottoposta ad Amministrazione di sostegno di beneficiare di un perimetro di protezione da possibili ripercussioni.

Ad esempio, l’inventario delimita le responsabilità dell’erede, permettendogli di rispondere solo di eventuali debiti entro il valore di ciò che ha ereditato, non oltre. Infatti, attraverso l’inventario i creditori possono conoscere la consistenza dell’eredità e capire su quali beni possono rivalersi.

Allo stesso tempo, l’erede è protetto da richieste superiori al valore ricevuto. In sintesi, l’inventario non è solo un adempimento formale: è l’elemento centrale che rende concretamente efficace il beneficio di inventario e consente di applicarne le tutele.

Costi per accettazione eredità con beneficio di inventario

I costi per tutta l’operazione di accettazione o rinuncia dell’eredità con beneficio di inventario per conto di minori o persone sotto Amministrazione di sostegno possono variare a seconda del Tribunale di competenza - in questo caso il Tribunale del luogo in cui è stata aperta la successione.

Generalmente, in tutti i Tribunali vengono pagati:

  • costi di cancelleria
  • costi per le copie dei documenti (copia conforme da utilizzare presso uffici terzi come banche, posta…e copia conservatoria ovvero la copia dell’atto depositato presso la conservatoria dei registri immobiliari)
  • costi per la trascrizione dell’atto

Nei casi di Amministrazione di sostegno o minori non è necessario pagare il contributo unificato di 98 euro per la procedura di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario.

È possibile ipotizzare una stima dei costi di procedura consultando il sito del Tribunale competente per l’ultimo domicilio della persona defunta.

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