I contributi figurativi rappresentano un aiuto importante per caregiver ma soprattutto per lavoratori a cui è stata riconosciuta un’invalidità civile. Essi, infatti, permettono al lavoratore di non rimanere penalizzato da eventuali periodi in cui è costretto a dover abbandonare temporaneamente o definitivamente un lavoro per cause legate alla sua patologia invalidante.
Abbiamo visto come nei casi di invalidità pari o superiore al 75% i contributi figurativi possono essere maturati in addizione ai contributi reali versati in condizioni di lavoro attivo.
Ma se la persona non sta lavorando? Che succede?
Durante questi periodi, l’INPS può riconoscere contributi figurativi che vanno a integrare la posizione previdenziale, evitando interruzioni nel conteggio degli anni utili alla pensione.
Contributi figurativi e assegno di invalidità: come incidono sulla pensione
Una delle forme di accesso ai contributi figurativi nei periodi di inattività lavorativa è rappresentata dall’assegno ordinario di invalidità o AOI, che spetta ai lavoratori invalidi che hanno visto la propria capacità lavorativa ridotta a meno di ⅓.
I contributi figurativi maturati durante l’assegno ordinario di invalidità hanno una funzione ben precisa: permettono di raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia.
Sono infatti validi per il raggiungimento dei 20 anni di contributi necessari.
Facciamo un esempio pratico:
Se un lavoratore alla soglia dei 67 anni ha lavorato e versato contributi reali da lavoro per 17 anni e ha usufruito per 3 anni dell’assegno di invalidità senza lavorare, potrà raggiungere la soglia della pensione di vecchiaia sommando
17 anni di contributi da lavoro + 3 anni di contributi figurativi per AOI.
Non possono invece essere utilizzati per la pensione anticipata, perché incidono solo su determinate tipologie di requisito contributivo.
Trasformazione in pensione di vecchiaia
Al compimento dei 67 anni, l’assegno ordinario di invalidità si trasforma automaticamente in pensione di vecchiaia, se sono presenti almeno 20 anni di contributi.
In questa fase, i contributi figurativi assumono un ruolo decisivo perché contribuiscono al raggiungimento del requisito minimo richiesto.
Nella newsletter di Refil Care approfondimenti settimanali su AOI, contributi figurativi e pensione — con esempi pratici e aggiornamenti normativi.
Lavorare durante l’AOI: cosa succede ai contributi
I contributi figurativi maturati durante l’assegno ordinario di invalidità hanno un ruolo preciso: servono ad aiutare il lavoratore a raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia.
Questi contributi vengono accreditati nei periodi in cui non si lavora e permettono di non interrompere la continuità contributiva.
Allo stesso tempo, è importante sapere che è possibile continuare a lavorare mentre si percepisce l’AOI, entro determinati limiti di reddito.
In questo caso, durante i periodi di lavoro si maturano contributi “normali”, mentre quelli figurativi si applicano solo nei periodi di inattività.
Quando si raggiungono i requisiti per la pensione di vecchiaia (67 anni e almeno 20 anni di contributi), l’AOI si trasforma automaticamente in pensione di vecchiaia.
A quel punto, l’INPS procede a un ricalcolo complessivo della posizione contributiva: vengono sommati sia i contributi figurativi maturati durante l’AOI sia quelli versati attraverso l’attività lavorativa.
Il risultato è il montante contributivo finale su cui verrà calcolata la pensione, che può risultare più elevata se nel tempo si è continuato a lavorare.
Attenzione alle riduzioni dell’assegno
Se il reddito da lavoro supera determinate soglie, l’assegno può subire riduzioni anche rilevanti (ad esempio del 25% o del 50%).
Si tratta di un aspetto importante da considerare, perché incide sull’equilibrio tra lavoro e prestazione nel breve periodo, pur non compromettendo il riconoscimento dei contributi figurativi.
Perché è importante capire questo meccanismo
I contributi figurativi legati all’assegno ordinario di invalidità rappresentano uno strumento essenziale per garantire continuità contributiva anche nei periodi di ridotta o assente attività lavorativa.
Comprendere come funzionano permette di valutare meglio il proprio percorso previdenziale e le possibilità di accesso alla pensione.
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