Quante volte è capitato a domanda diretta “Che lavoro fai?” di rispondere “Sono un caregiver”? O quante volte il vostro interlocutore di fronte a una risposta del genere ha storto il naso o vi ha guardati con espressione attonita?
Nell’immaginario collettivo il caregiver familiare non rientra nel novero delle categorie professionali, ma non c’è da biasimare nessuno per questo: chi non vede questo sforzo come un vero lavoro e nemmeno chi è un caregiver e magari risponde alla domanda in modo vago, indiretto.
Perché siamo di fronte a un lavoro vero e proprio, talvolta senza orari di lavoro fissi, senza pause, diritti al riposo, fatto di enorme sforzo fisico e mentale, a cui però è quasi sempre mancato il riconoscimento giuridico ed economico da parte dello Stato.
Eppure, si tratta di un lavoro svolto solo in Italia da milioni di persone che dedicano una buona fetta del proprio tempo nel prendersi cura di un familiare non autosufficiente, sia esso disabile, anziano o gravemente malato.
In questo articolo analizziamo chi è il caregiver familiare, quali compiti svolge, quali diritti gli spettano nel 2025, il suo ruolo cruciale all’interno del sistema assistenziale del nostro paese e a che punto siamo a livello di riconoscimento giuridico da parte dello Stato.
Chi è il caregiver familiare?
Quando si parla di caregiver familiare ci si riferisce a una persona che assiste in modo continuativo e senza retribuzione un parente affetto da disabilità grave, malattia cronica o degenerativa, o altra condizione di non autosufficienza.
In genere si tratta di un familiare stretto: genitore, figlio, coniuge, fratello o sorella della persona assistita.
Il caregiver non è un operatore sanitario, ma svolge un ruolo fondamentale per garantire la qualità della vita della persona assistita, spesso supplendo alle carenze del servizio pubblico.
Cosa fa un caregiver familiare nella pratica quotidiana
Nella vita di tutti giorni il caregiver familiare si preoccupa di assistere il familiare bisognoso nei compiti legati all’assistenza diretta o, per meglio definirla, fisica. Come abbiamo già avuto modo di leggere in questo articolo su cosa significa essere un caregiver, si occupa dell’igiene personale del corpo, lo aiuta ad alimentarsi e spesso lo assiste durante i pasti. Somministra i farmaci prescritti, si occupa della gestione della terapia affidata e si fa carico dei vari spostamenti richiesti per la persona.
Spesso il caregiver si fa carico anche di tutti quegli aspetti burocratici e amministrativi necessari, ad esempio come gestire la richiesta di invalidità o Legge 104, le pratiche per l’ASL, per l'INPS, per prenotare una visita medica, rinnovare certificazioni.
Ultimo, ma non ultimo, il familiare svolge un ruolo cruciale nel sostegno emotivo della persona assistita; la ascolta, la sostiene, gestisce i momenti di crisi e disorientamento, mantiene viva una relazione che spesso è l’unico riferimento affettivo per la persona fragile.
Quali diritti ha il caregiver familiare in Italia nel 2025
Sebbene non esista ancora un riconoscimento pieno e univoco, il caregiver familiare ha alcuni diritti garantiti da normative esistenti:
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- Permessi retribuiti (Legge 104/92): fino a 3 giorni al mese se si assiste un familiare con disabilità grave (art. 3 comma 3).
- Congedo straordinario: fino a 2 anni complessivi nella vita lavorativa, con retribuzione e contribuzione figurativa.
- Priorità nella scelta della sede lavorativa per i lavoratori pubblici e privati.
Esenzioni e detrazioni fiscali per spese sanitarie e assistenziali.
Caregiver e lavoro: quali tutele esistono
Come abbiamo visto, alcuni tra i diritti garantiti ai caregiver dalle normative esistenti sono legati alla sfera lavorativa. Molti caregiver infatti sono costretti a conciliare lavoro e assistenza, in un precario equilibrio di forze. Per questo motivo, esistono tutele specifiche, oltre a quelle già citate:
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- Possibilità di richiedere lavoro part-time o flessibile
- Protezione da licenziamento discriminatorio
- Utilizzo di ferie e permessi per motivi familiari
- Diritto a richiesta smart working in alcune condizioni
Tuttavia, non esistono obblighi per il datore di lavoro ad accettare ogni richiesta: molte tutele restano a discrezione.
Il riconoscimento giuridico: a che punto siamo?
Esiste, quindi, un riconoscimento giuridico per i caregiver?
Nel marzo 2023 è entrata in vigore la legge delega n. 33/2023 che prevede tra gli obiettivi diretti in favore delle famiglie un riconoscimento più ampio della figura del caregiver, per aiutarle ad affrontare con più serenità il carico assistenziale ed i costi derivanti dall’assistenza.
Peccato però che di questa legge sia stato emanato solo il Decreto legislativo 29/2024, che si concentra principalmente sulla riforma del sistema assistenziale per anziani non autosufficienti (tra l’altro con molti rinvii e semplificazioni, senza affrontare direttamente la figura del caregiver familiare). Restiamo in attesa di leggere i prossimi decreti. Questo significa che, al di là delle tutele riconosciute - senza obbligo di concessione - di fatto non esiste ancora un vero "status giuridico" del caregiver, con diritti e doveri codificati come per altre figure.
Si parla da anni, ad esempio, di istituire un registro nazionale dei caregiver, oppure di riconoscere contributi previdenziali figurativi e un sostegno economico stabile per persone che - è sempre bene ricordare - si sono ritrovate di fronte ad una scelta di vita obbligata.
Al momento si va avanti con piccoli riconoscimenti o agevolazioni derivanti da altre regolamentazioni, come ad esempio la concessione di contributi figurativi per il caregiver attraverso il congedo straordinario.
Ma nel 2025 resta ancora molto in fase di definizione.
Chiedere Aiuto è Normale
Essere caregiver significa assumersi una responsabilità enorme, che spesso non viene accompagnata da supporto e strumenti adeguati messi a disposizione dalle Istituzioni e dalla collettività.
Se ti trovi in questa condizione, non devi affrontarla da solo. Informarsi, chiedere aiuto a professionisti per accedere ai servizi può alleggerire il peso fisico ed emotivo che porti dietro ogni giorno.
Vuoi condividere con noi la tua esperienza o hai bisogno di supporto? Scrivici qui.

