Cosa cambia davvero con la nuova Valutazione di Base e come orientarsi tra regole, tempi e soggetti coinvolti
Quando si parla di Valutazione di Base, la sensazione più comune è quella di trovarsi davanti all’ennesima procedura complicata, piena di passaggi poco chiari e termini difficili. In realtà, la riforma – il Decreto Legislativo 62/2024 – ha introdotto alcune novità importanti che, se conosciute in anticipo, possono aiutarti a evitare errori, ritardi e inutili fonti di stress.
La convocazione a visita: cosa controllare subito nella lettera
Partiamo da un momento cruciale: la convocazione a visita. Dopo l’invio del certificato medico introduttivo da parte del medico, la convocazione arriva tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. All’interno della lettera sono sempre indicati:
- data
- orario
- luogo della visita.
È fondamentale leggerla con attenzione, perché viene anche specificato che bisogna presentarsi con un documento di identità valido e che, in caso di reale impossibilità a partecipare nel giorno stabilito, è possibile chiedere una nuova convocazione.
ATTENZIONE però: l’assenza ingiustificata viene considerata a tutti gli effetti come una rinuncia alla valutazione, con conseguenze importanti sull’intero iter.
Chi ti valuta oggi: come funzionano le Unità di Valutazione di Base
Una volta ricevuta la convocazione, ci si reca alla visita nel giorno, ora, luogo stabiliti. La visita viene effettuata dalle nuove Unità di Valutazione di Base, le cosiddette UVB. Si tratta di un team con una composizione pensata per guardare alla persona in modo più completo.
Le UVB sono formate da:
- due medici nominati dall’INPS
- da un rappresentante delle associazioni di categoria come ANMIC, UICI, ENS o ANFFAS, scelto in base alla specifica condizione di disabilità,
- da una figura professionale dell’area psicologica o sociale.
A presiedere la commissione è sempre un medico dell’INPS specializzato in medicina legale.
Il caso dei minori: cosa cambia nella composizione della commissione
Quando la valutazione riguarda un minore, la struttura resta simile ma con un’attenzione ancora maggiore alle competenze specifiche. In questi casi, almeno uno dei medici nominati dall’INPS deve avere una specializzazione in pediatria, neuropsichiatria infantile o in una disciplina direttamente collegata alla patologia del minore. Se non è disponibile un medico legale, l’INPS può nominare come presidente un medico con altra specializzazione, purché abbia maturato almeno tre anni di esperienza negli organi di accertamento dell’Istituto.
Come si svolge la valutazione e chi può assisterti alla visita
La valutazione è valida solo se partecipano almeno tre componenti e, se presente, anche il professionista indicato dalle associazioni può concorrere al numero. In caso di parità, il voto del presidente vale doppio.
IMPORTANTE: Durante la visita, la persona interessata ha sempre la possibilità di farsi assistere dal proprio medico o psicologo di fiducia. È bene sapere, però, che questa figura non ha diritto di voto, ma può comunque essere un supporto importante.
Anziani over 70 e non autosufficienza: il percorso dedicato
Un capitolo a parte riguarda le persone anziane con più di settant’anni. In questi casi, l’accertamento della non autosufficienza può partire su richiesta diretta dell’interessato oppure su segnalazione della rete ospedaliera, delle farmacie, dei comuni o degli ambiti territoriali sociali. La prima valutazione viene fatta dal medico di medicina generale o da un medico del Servizio Sanitario Nazionale, che indirizza la persona al Punto Unico di Accesso. Se il medico ritiene che non ci siano i requisiti per la non autosufficienza, deve comunque informare l’interessato della possibilità di accedere alla valutazione della condizione di disabilità e procedere con l’invio del certificato medico introduttivo.
Al termine dell’iter viene rilasciato un unico documento finale, il certificato attestante la condizione di disabilità. Questo certificato sostituisce i vecchi verbali e contiene in modo unitario tutti gli accertamenti previsti dalla normativa. Il documento viene inserito nel Fascicolo Sanitario Elettronico, inviato per raccomandata e reso disponibile anche sul Portale della Disabilità.
Tempistiche e possibili sospensioni: quando e perché i tempi si allungano
I tempi di conclusione del procedimento sono definiti in modo preciso e decorrono dalla data di trasmissione del certificato medico introduttivo. La valutazione deve chiudersi entro:
- 15 giorni nei casi di patologie oncologiche
- 30 giorni per i minori
- 90 giorni in tutti gli altri casi.
È importante sapere che la commissione può chiedere un’integrazione della documentazione, ad esempio per valutare una maggiore intensità dei sostegni o in presenza di motivi che ostacolano l’accoglimento della domanda. In queste situazioni i termini si sospendono per sessanta giorni, con la possibilità di una proroga di ulteriori sessanta giorni su richiesta dell’interessato. In ogni caso, il procedimento deve concludersi con l’emissione del certificato, anche basandosi sulla documentazione già disponibile.
La procedura “Dati socio-economici”: il passaggio che può accelerare i benefici
C’è poi un passaggio spesso sottovalutato, ma fondamentale se si vogliono accelerare eventuali prestazioni economiche. Dal momento in cui il certificato medico introduttivo viene trasmesso all’INPS, è possibile comunicare i propri dati socio-economici attraverso la procedura “Dati socioeconomici disabilità” presente sul sito dell’Istituto.
L’accesso avviene tramite identità digitale, come SPID di livello almeno 2, CIE, CNS o eIDAS. In questa fase possono essere d’aiuto anche i patronati o le associazioni di categoria, soprattutto se non si ha dimestichezza con le procedure online.
Nella comunicazione dei dati devono essere indicati, se non già presenti, i dati anagrafici completi, lo stato civile e quelli del coniuge se presente, il reddito annuo lordo al netto degli oneri deducibili riferito all’anno in corso, l’eventuale ricovero gratuito superiore a ventinove giorni consecutivi, la modalità di pagamento scelta e l’eventuale attività lavorativa svolta.
Se la trasmissione viene fatta tramite patronato, è necessario conferire un mandato formale.
Segnalazioni e chiarimenti: come comunicare con l’INPS
Infine, per segnalazioni o chiarimenti su aspetti normativi e procedurali, l’INPS ha messo a disposizione una casella di posta dedicata alla sperimentazione sulla disabilità.
Conoscere in anticipo questi passaggi significa arrivare più preparati, fare le scelte giuste al momento giusto e ridurre il rischio di rallentamenti evitabili. Ed è proprio da qui che inizia un percorso più consapevole e meno faticoso.

