Possiamo davvero utilizzare termini come “vacanze”, “riposo” o “ferie” quando una parte della nostra vita, se non la sua totalità, è devota all’assistenza e alla cura di una persona? Esistono momenti di svago in cui un genitore, un coniuge, un compagno ma anche un figlio possano davvero dire di aver staccato l’interruttore dai problemi per essere, una volta ogni tanto, sanamente egoisti e dedicare un po’ di tempo e spazio alla cura di sé?
Le risposte a queste domande sono molto personali: c’è chi è in grado di scindere correttamente i ruoli di caregiver e individuo, chi non riesce, chi ha la possibilità di vivere momenti di libertà perché contornato di altre persone che lo aiutano e c’è chi, invece, questa possibilità non la possiede.
Quello che sappiamo è che la legge italiana ha cercato degli strumenti per agevolare una separazione tra il tempo dedicato alla cura di altre persone e il tempo che un singolo individuo richiede come riposo dal proprio lavoro. In questa direzione sono stati inseriti a fianco del diritto alle ferie gli strumenti del permesso retribuito e il congedo straordinario 104, che hanno il pregio di garantire a chi lavora ed è anche caregiver lo spazio necessario per assistere una persona cara, con tutte le tutele economiche del caso.
Esiste poi una realtà che potremmo definire più “pratica” legata alla realtà di tutti giorni e che riguarda la maggioranza dei lavoratori dipendenti, in cui con il passare del tempo emergono difficoltà nell’incastrare ferie e permessi con le esigenze del lavoro e del calendario aziendale.
L’equilibrio non è così semplice da trovare per la presenza in campo di diritti e doveri da parte di più soggetti che devono essere rispettati. Per questo è utile per i caregiver lavoratori (ma anche per i datori di lavoro) fare chiarezza su quelle leggi, norme, circolari, aggiornamenti e contratti che regolano i rapporti di lavoro dipendente, per poi applicarle correttamente.
Di seguito abbiamo preparato una serie di domande e risposte basate su esempi concreti che riguardano la regolamentazione del rapporto le ferie, i permessi e i congedi straordinari legittimati dalla Legge 104/1992 e dal Decreto legislativo 151/2001 (articolo 42).
Se ho preso ferie il giorno 12, posso chiedere anche un permesso 104 per lo stesso giorno?
No, ferie e permessi 104 non sono cumulabili nello stesso giorno. Devi scegliere uno dei due istituti. Se hai un’urgenza assistenziale, puoi sospendere la ferie e sostituirla con il permesso, previo accordo e comunicazione.
Posso convertire un giorno di ferie già richiesto in un permesso 104, se ho necessità di assistenza urgente?
Sì, ma solo se l’assistenza è motivata e documentabile. Secondo l’Interpello n. 20/2016, la necessità di assistenza urgente può giustificare la sospensione delle ferie e l’utilizzo del permesso 104, con informazione tempestiva al datore.
Se durante le ferie il mio familiare ha bisogno di assistenza, posso sospendere le ferie e usare i permessi 104?
Sì, la normativa consente di interrompere le ferie già in corso per fruire dei permessi 104 in caso di sopravvenuta necessità assistenziale. Le ferie sospese potranno essere recuperate successivamente.
Il datore di lavoro può obbligarmi a finire le ferie prima di usare i permessi 104?
No, non può. Il datore non ha il potere di subordinare la fruizione dei permessi 104 al consumo delle ferie arretrate. Questo principio è confermato da giurisprudenza e interpelli ministeriali.
I giorni di permesso 104 fanno maturare le ferie come se stessi lavorando?
Sì. La giurisprudenza (Cass. 14187/2017) conferma che i giorni di permesso 104 sono equiparati a lavoro effettivo ai fini della maturazione delle ferie e della tredicesima.
Se uso i permessi 104, rischio di perdere delle ferie già maturate?
No, i permessi 104 non incidono negativamente sulle ferie già maturate. Tuttavia, occorre verificare i termini di scadenza previsti dal CCNL per non perderle per decorrenza.
Posso scegliere io se usare ferie o permessi 104, o decide l’azienda?
Puoi scegliere tu, ma devi rispettare le regole del contratto e comunicare in tempo utile. L’azienda non può imporre di usare ferie al posto dei permessi 104, se l’assistenza è motivata.
Cosa succede se ho ferie già approvate e poi mi accorgo che mi servono i permessi 104 per quei giorni?
Puoi chiedere di sospendere le ferie e attivare i permessi 104, se dimostri la necessità urgente. In questi casi è fondamentale comunicare tempestivamente al datore e fornire la documentazione.
Posso usare i permessi 104 a ore se ho preso mezza giornata di ferie?
Dipende: la legge consente il frazionamento orario dei permessi 104, ma la possibilità di cumularli con ferie nello stesso giorno dipende dal contratto collettivo. Alcuni CCNL (come quello del personale ATA o del pubblico impiego) permettono di usare, ad esempio, 4 ore di ferie al mattino e 2 ore di permesso 104 al pomeriggio, purché non si sovrappongano nello stesso orario. In altri settori più restrittivi, l’uso misto nello stesso giorno non è ammesso. Verifica sempre le regole del tuo contratto e confrontati con l’ufficio del personale.
Esempio pratico:
Giulia lavora nella scuola pubblica (CCNL comparto Istruzione). Il martedì prende 4 ore di ferie al mattino e 2 ore di permesso 104 al pomeriggio per accompagnare il padre disabile a una visita specialistica. Il frazionamento è ammesso e validato secondo normativa di settore.
Se il mio contratto prevede ferie “chiuse” (es. azienda chiusa ad agosto), posso comunque usare i permessi 104 in quei giorni?
In linea generale no, ma se c’è una sopravvenuta esigenza grave e documentata, potresti fare richiesta motivata. La valutazione sarà a discrezione dell’INPS e del datore.
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Posso interrompere il congedo straordinario per fare una settimana di ferie già prenotata?
No, il congedo straordinario 104 è incompatibile con ferie o altre attività personali. Non può essere sospeso per motivi turistici o familiari diversi dall’assistenza.
Durante il congedo straordinario 104 continuo a maturare ferie e tredicesima?
No, durante il congedo straordinario non maturi ferie, tredicesima, TFR o anzianità di servizio. Il rapporto di lavoro è sospeso anche sotto il profilo economico.
Il congedo straordinario 104 è pagato come lo stipendio normale?
Sì, ma con un limite: viene corrisposta un’indennità pari all’ultima retribuzione percepita, ma soggetta ai massimali INPS. Non è detto che coincida con lo stipendio pieno, soprattutto nei contratti alti.
Durante il congedo straordinario 104 continuo a maturare ferie e tredicesima?
No, durante il congedo straordinario non maturi ferie, tredicesima, TFR o anzianità di servizio. Il rapporto di lavoro è sospeso anche sotto il profilo economico.
Se prendo il congedo straordinario per 3 mesi, perdo le ferie che avrei maturato in quel periodo?
Sì, perché il congedo straordinario non è considerato periodo lavorativo effettivo. Le ferie si maturano solo quando si è in servizio o in permessi retribuiti.
Se ho accumulato ferie non godute prima del congedo, posso usarle dopo il rientro?
Sì, le ferie già maturate restano valide. Puoi chiederne il godimento dopo il rientro, secondo le modalità previste dal contratto collettivo.
Durante il congedo straordinario posso lavorare part-time o fare un secondo lavoro?
No. Il congedo 104 va dedicato interamente all’assistenza del familiare disabile. L’INPS potrebbe revocarlo se accerti un’attività lavorativa incompatibile.
Devo consumare prima le ferie arretrate prima di iniziare il congedo 104?
No. Non esiste obbligo di azzerare le ferie maturate prima di accedere al congedo. L’accesso è legato esclusivamente ai requisiti di legge.
Il TFR continua a maturare durante il congedo straordinario?
No, il TFR non matura durante il congedo straordinario, in quanto il rapporto di lavoro è formalmente sospeso.
Posso pianificare il congedo straordinario in modo frazionato, intervallandolo con ferie?
Sì, il congedo può essere fruito anche in modo frazionato. Tuttavia, non è possibile alternarlo nello stesso giorno con ferie o permessi.
Chi paga il congedo straordinario 104: l’azienda o l’INPS?
Il congedo straordinario è a carico dell’INPS, che eroga direttamente l’indennità oppure tramite il datore di lavoro come anticipazione in busta paga.
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